OBIETTIVI, SI MA DA DOVE NASCONO?

È molto utile usare questo periodo di pausa dal lavoro come momento per far ri”posare”” i pensieri, valutare e guardare avanti, definendo nuovi obiettivi.

Ed è fondamentale scoprire come definire un obiettivo in maniera precisa, in modo da aumentare le probabilità di successo.

Così come è importante lavorare sulla motivazione, avere un perché definito, sapere per chi o per cosa stai facendo ciò che stai facendo.

MA

Se conosco solo numeri da 1 a 10, la mia mente può desiderare 11? E 20…?

La risposta è NO!!!

Qual è a misura dei tuoi desideri?

Da dove nascono i nostri obiettivi? La risposta è dalla nostra testa, si proprio da lì! E la nostra testa cosa è in grado di desiderare? Cosa conosce? Fin dove può spingersi?

È la nostra testa che definisce i confini dei nostri desideri.

Se la tua mente non riesce ad accogliere un’idea, perché essa oggi ti appare troppo grande, lontana, fortemente improbabile, allora quell’idea non rientrerà mai tra i tuoi desideri.

A volte, e spero sia capitato anche a te, dentro avvertiamo un desiderio profondo, una sensazione di inadeguatezza, un’esigenza di essere più di ciò che siamo oggi, e allo stesso tempo sperimentare l’incapacità di saper tradurre in parole ciò che proviamo.

Ecco quello è un desiderio, che senti, ma che va oltre i confini della tua mente, per questo non riesci ad esprimerlo a parole. E quando ciò accade, quel desiderio è destinato a restare così, una sensazione…

Prima di lavorare sulla corretta formulazione degli obiettivi, c’è un passaggio che va fatto e che può, da solo, rivoluzionare la nostra vita, svoltarla, arricchirla. Si deve partire dal “chi sono”.

Ora non voglio esagerare, ma lo sai che esiste un piccolo gruppetto di persone su questo pianeta che nella loro testa hanno la concreta possibilità di desiderare di arrivare su MARTE!!! SU MARTE!!!

E pensare che la maggior parte delle persone desidera solo un po’ di tranquillità in più.

 

Nel mio lavoro di Coach spesso incontro ragazzi che hanno desideri poveri, non perché hanno voti bassi, non perché non hanno un livello di QI alto, ma solo perché hanno una mappa mentale ridotta, dove desideri più ricchi non trovano posto. Quando ciò accade è triste, perché, in potenzialità, tutti possiamo fare grandi cose, solo alcuni ci riescono!

Per ogni giustificazione che ora stai ripetendo nella tua testa, dalla più semplice alla più complessa, esiste su questa Terra una persona che ha affrontato la tua stessa battaglia e l’ha vinta, quindi niente chiacchiere, niente scuse.

 

Ora ti chiedo di fare una cosa, prendi un foglio, scrivi il miglior obiettivo professionale o personale che ti puoi augurare, pensaci, l’obiettivo deve essere per te verosimile, e scrivilo. Bene ora rileggilo e chiediti, è veramente questo l’obiettivo più ricco che posso permettermi? Il più alto? Il più desiderabile?

 

Gli obiettivi che ti stai ponendo oggi da quale tipo di mente sono partoriti?

Da una mente libera, aperta, ricca, consapevole delle sue potenzialità e competenze, piena di energia, coraggio, speranza, ottimismo, voglia di crescere, migliorare e contribuire in maniera positiva in questo mondo?

Oppure nascono da una mente condizionata, impaurita, stanca, arresa, che si concentra sugli errori, sui difetti, sulle raccomandazioni altrui, che lavora a basso consumo energetico, ristretta dalle proprie convinzioni su di sé, sul mondo e sugli altri?

 

Dobbiamo imparare ad accettare dentro di noi la consapevolezza che abbiamo tutto il necessario per puntare ad obiettivi importanti, sfidanti, non dobbiamo accarezzare la superficie ma dobbiamo scendere in profondità, sporcarci le mani, fare la differenza, arrivare al cuore delle cose, dobbiamo avere il coraggio di conservare la nostra mente aperta, allontanare ciò che la condiziona in maniera negativa, e difendere e incoraggiare il nostro entusiasmo e fede nel futuro.

Certo, questo non vuole essere una formula magica che risolve tutti i problemi, ma rappresenta l’impostazione di base che ci può permettere di accogliere nella nostra vita obiettivi importanti, che possono arricchire la nostra vita e quella degli altri, che possono far nascere nuove strade nel lavoro e nella vita privata.

Una volta costruita la base, le fondamenta solide, solo allora possiamo iniziare a parlare di obiettivi, non quelli che puntano alla sufficienza, ma quelli che vanno verso l’eccellenza, e spesso la raggiungono, e spesso la superano!

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