LA STRUTTURA DELL’ECCELLENZA
Comprendere come funzioniamo quando funzioniamo al meglio
Ci sono situazioni nelle quali riusciamo a esprimere capacità, sicurezza ed efficacia quasi naturalmente.
E altre, apparentemente simili, nelle quali quelle stesse risorse sembrano improvvisamente meno disponibili.
Cosa cambia?
La Struttura dell’Eccellenza è uno strumento che posso utilizzare all’interno di un percorso di coaching per esplorare il modo in cui una persona costruisce le proprie esperienze di efficacia.
Non aggiungere. Scoprire.
Il punto di partenza è particolarmente coerente con il mio modo di intendere il coaching: prima di cercare nuove risorse, può essere utile riconoscere quelle che la persona possiede e utilizza già.
Partiamo quindi da esperienze concrete nelle quali il cliente è riuscito a esprimersi particolarmente bene.
Attraverso l’esplorazione cerchiamo di rendere più visibili elementi, strategie, condizioni interne e modalità di azione che hanno contribuito a quel risultato.
Ciò che normalmente accade in maniera spontanea può così diventare maggiormente consapevole.
Dall’esperienza alla possibilità
L’obiettivo non è replicare meccanicamente un comportamento che in passato ha funzionato.
È aumentare la conoscenza del proprio modo di funzionare e chiedersi:
che cosa di questa esperienza può essermi utile anche nella situazione che sto affrontando oggi?
La persona può così riconoscere risorse già disponibili e sperimentare come utilizzarle in contesti differenti.
All’interno di un percorso di coaching
La Struttura dell’Eccellenza è uno strumento, non il coaching stesso.
La utilizzo quando è funzionale all’obiettivo concordato con il cliente, all’interno di un processo fondato su ascolto, partnership, consapevolezza, autonomia e responsabilità.
Non serve a fornire una soluzione dall’esterno.
Serve a rendere più visibile qualcosa che, molto spesso, la persona possiede già.

