GLI OBIETTIVI NON FUNZIONANO
Come strutturare gli obiettivi in modo che funzionino…davvero
Obiettivi, obiettivi, obiettivi, questo è il mantra supremo che governa i pensieri di un professionista, dobbiamo raggiungere gli obiettivi.
Nel mondo della formazione la “corretta formulazione degli obiettivi” è un argomento molto diffuso, utile e venduto come la soluzione a tutti i problemi.
L’attenzione agli obiettivi è qualcosa che c’è da sempre, una grande spinta l’ha data la PNL, in quanto nel suo programma c’è tutta una parte legata alla corretta formulazione e a strumenti che ne potenziano la motivazione.
Strutturare gli obiettivi è fondamentale per poterli raggiungere, seguendo le regole ormai diventate note, come porli sempre al positivo, esprimendo cosa vuoi ottenere piuttosto che dire da cosa ti vuoi allontanare; renderli tangibili e misurabili, deve riguardare qualcosa che è sotto la nostra diretta responsabilità, il cui risultato dipende al 100% dal nostro agire; deve essere ecologico per noi, cioè compatibile con le altre aree di vita, e per gli altri, cioè non arrecare danno all’altro; e bisogna verificarne le risorse (soldi, tempo, salute, conoscenze, contatti, stati d’animo…).
Seguire queste regole è importante, altrimenti il proprio agire è un fare senza uno scopo preciso, che il più delle volte porta a tanta stanchezza e a pochi risultati.
Da soli, però, gli obiettivi, anche ben formati, non funzionano. Definire bene un obiettivo corrisponde ad avere una chiara strada da percorrere, la strada è stata individuata, è percorribile, ma questo non significa che il percorrerla avviene in automatico. In questo ci vengono in aiuto alcuni strumenti che puntano sulla motivazione, come ad esempio la mappa degli obiettivi, strumenti che uso sistematicamente ogni anno e mi aiuta tantissimo; cogliere il meta-obiettivo, cioè qual è il motivo profondo per cui hai fissato l’obiettivo; ed infine la tecnica della visualizzazione utilizzata da tanti professionisti e campioni dello sport a livello mondiale (su questo è interessante la storia del nuotatore statunitense Michael Phelps, o del lottatore McGregor, e di tanti altri).
È sufficiente? Spesso no. E quindi cos’è che fa la differenza tra chi riesce a realizzare i propri obiettivi e chi no? Chi ci riesce una volta sola e chi invece lo fa in maniera sistematica?
La risposta sono le abitudini. Uno degli equivoci che c’è dietro il fascino degli obiettivi è legata alla presunzione (sbagliata) che se strutturi bene l’obiettivo dopo è facile e veloce raggiungerlo! È la promessa della ricompensa immediata che ci porta ad osannare gli obiettivi, perché ci auto illudiamo che se ci motiviamo e se abbiamo strutturato bene tutto allora diventa facile, e magari anche veloce.
Il cercare la ricompensa immediata è una tendenza comune, ma più delle volte non è la strategia giusta, le abitudini invece si basano su comportamenti ripetuti nel tempo che sul lungo periodo di consegnano il risultato certo. È meno affascinante, si possono fare meno slogan di marketing sulle abitudini perché sono lente e faticose, chi vuole acquistare qualcosa di lento e faticoso? Nessuno!
Per questo meglio non parlarne!
Il fatto è che sono proprio le abitudini, quel lavoro ripetuto, stancante, difficile, faticoso che distingue le persone di successo da tutti gli altri. Le abitudini non è materiale interessante da condividere nelle stories di instagram me ne rendo conto, ma sono la strada per raggiungere uno e più obiettivi.
Ti racconto una storia: c’è un signore che vive in una casa di montagna, ogni giorno esce con la sua ascia e da 5 colpi ben assestati sempre allo stesso albero. Se questa azione viene ripetuta tutti i giorni, qual è sarà l’inevitabile destino di quest’albero? È ovvio che prima o poi l’albero cadrà.
Questa storia ci serve a capire che non è tanto importante ossessionarsi con gli obiettivi, è invece fondamentale chiedersi, una volta definiti gli strumenti giusti (l’ascia deve essere efficace ed il colpi ben assestati) per raggiungere gli obiettivi che mi sono prefissato, quali abitudini positive devo iniziare? Quali abitudini negative devo smettere?
Scriverò altri articoli più specifici sia sulla formulazione degli obiettivi e sia su come si iniziano e smettono le abitudini e vado a concludere il pensiero di oggi con un’ultima riflessione sulla ricompensa.
Avere ricompense immediate è stimolante, programmare ricompense a lungo termine non lo è affatto, per cui da dove posso trarre quel senso di soddisfazione nelle abitudini? Lo troverai nell’orgoglio che provi quando le metti in atto giorno per giorno, perché sarà la somma di abitudini positive a cui riuscirai a dare continuità a trasformarti nella persona che vuoi essere, per cui è vero che oggi non hai ancora il risultato desiderato tra le mani, ma ogni giorno, puoi considerarti fiero di te stessa/o perché hai fatto un altro passo importante verso la versione migliore di te!
E tu cosa ne pensi? Quanto sono importanti per te gli obiettivi? Quanto sei brava/o nel raggiungerli?




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